Educare alla bellezza: gli studenti dell’ITTS “Divini” riscoprono l’anima artistica di San Severino Marche

Visita al MARec, il Museo dell’arte recuperata

Da alcuni mesi la prof.ssa Daniela Angeloni, docente di religione presso l’ITTS “Divini”, sta guidando alcune classi terze e quarte in un percorso speciale dedicato alla riscoperta e alla tutela del patrimonio storico-culturale di San Severino Marche. Un progetto che unisce educazione civica, storia dell’arte e consapevolezza del territorio, nel pieno spirito dell’Articolo 9 della Costituzione, che richiama tutti alla responsabilità di preservare e valorizzare il patrimonio del nostro Paese.

Attraverso attività didattiche mirate, uscite sul territorio, approfondimenti storico-artistici e momenti di riflessione personale, gli studenti vengono accompagnati a riconoscere la bellezza che li circonda, troppo spesso data per scontata. Il cuore dell’esperienza è stata la visita al MARec, il Museo dell’arte recuperata, ospitato nel palazzo vescovile cittadino e fortemente voluto dall’arcivescovo Francesco Massara. In questo luogo sono custodite opere salvate e restaurate dopo il sisma del 2016, simboli tangibili di una memoria ferita ma non spezzata. Proprio qui ogni studente ha scelto un’opera davanti alla quale sostare in silenzio, osservare, annotare dettagli, cogliere simboli e significati. Un esercizio di attenzione e profondità: rilevare dati, studiare l’autore, ricostruire il periodo storico e la città che ospitava l’opera prima del terremoto.

L’osservazione si è trasformata in immedesimazione. Davanti a un dipinto o a una scultura, i ragazzi hanno compiuto un viaggio nel tempo, entrando “in dialogo” con artisti e comunità del passato. Hanno raccontato emozioni, suggestioni, dettagli cromatici, giochi di luce e ombra, tecniche pittoriche, figure sacre e simboli nascosti. Ogni elaborato è diventato un piccolo racconto personale, in cui l’arte non è più oggetto distante, ma esperienza viva.

Il progetto ha dimostrato come la bellezza possa essere una chiave educativa potente: coinvolge, responsabilizza, rende partecipi. Non si tratta solo di conoscere opere e autori, ma di riconoscere in esse le radici di una comunità, la resilienza di un territorio, l’identità dell’entroterra marchigiano.

Educare alla bellezza significa educare al rispetto, alla cura, alla memoria. E quando uno studente impara a fermarsi davanti a un’opera d’arte e ad ascoltarla davvero, non sta soltanto studiando il passato: sta costruendo il futuro.

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Pubblicato il 3 Marzo 2026

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ITTS Eustachio Divini

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